Minimalista in crescita, pro e contro

Intraprendere questa scelta di vita è stato impegnativo.

Ho la percezione che anche chi mi è più vicino abbia notato quanti benifici dia questo modo di vivere più consapevole.

Mi hanno osservato da vicino e spesso tratto soddisfazione dal mio modo di organizzare (ad esempio casa), dal recuperare o rendere monetizzabile ciò che era da smaltire, o semplicemente dal creare spazio in un ambiente prima saturo e confusionario.


Nonostante ciò, ancora prevale la resistenza ad emulare un cambiamento positivo, rendendosi partecipi in prima persona.


Ciò è ancora facilmente percepibile anche nel resto della società.

Si banalizza tutto col terminre “riordinare“, nel dire “è la classica moda momentanea” o “si, ho capito i benefici, ma io mi trovo con i prodotti che uso sempre/nel modo in cui faccio sempre”.


La nostra società consumista ha radicato profondamente in noi un veleno: l’immobilità.


Crediamo di fare (acquistare per lo più) ogni giorno cosa nuove, di evolverci, e invece siamo sempre allo stesso punto.


Come semi in una terra troppo usurata, non cresciamo più.

Il terreno è ormai arido.


La pandemia per me è stato il tempo di riposo.

Il tempo di riposo che un contadino concede ad un terreno di riprendersi e tornare fertile.


Molte cose sono rimaste uguali, molte altre invece sono cambiate nel corso di quest’ anno, eppure rendermi conto che “meno è meglio” e con tenacia ricordarmi di applicarlo ogni giorno, è tutt’oggi una delle più grandi sfide di crescita personale della mia vita.


Ho davvero bisogno di? Posso farne a meno? Conto fino a due giorni e mi chiedo, voglio ancora questa cosa? Come posso vivere meglio? Cosa mi serve davvero per dare valore alle mie giornate?


Minimalismo per me è solo in parte, la bella casa arredata, magari in stile scandinavo, con legno e piante da interno.


Per me è aria. L’aria che cambia ogni qualvolta degli oggetti inutili escono in modo “circolare” da casa mia. Quando vanno nelle mani di qualcuno a cui serve davvero, o che ne ha bisogno, o semplicemente donato per un fine culturale o superiore.


E’ passato quasi un anno da questa personale scoperta, ed ancora non posso dire di aver terminato la transizione.


Cambiare punto di vista è più impegnativo che cambiare un mobile d’arredo o il colore di un muro.


Abbiate coraggio di scegliere ciò che vi fa stare bene.


Di dare ciò che non fa parte più della vostra vita a chi ne ha bisogno!


Avendo cura di voi stessi e della natura, ogni singolo giorno, sempre al massimo delle vostre possibilità. Ogni giorno un pò di più.


O almeno provateci!!


Daremo spazio ad un nuovo futuro, con meno cose, o perlomeno giustamente distribuite e faremo più spazio, per noi, per i fiori e per il verde!


Vi lascio qui due link di documentari che vi consiglio:

Al prossimo articolo!

Skincare minimal ed ecologica

Ogni giorno viviamo a stretto contatto con la nostra pelle, soprattutto quella del viso.

Potrei parlarvi di come maltrattiamo quest’ultima, dandola spesso per scontato, ma la cura del nostro viso è solo un aspetto irrisorio in confronto all’impatto inquinante che determinati prodotti cosmetici hanno sull’ambiente e sulla natura che ci circonda.

Proprio per questo, ho scelto di condividere con voi la mia “daily routine” sostenibile quotidiana, da effettuare mattino e sera, attraverso l’esecuzione di step fondamentali e l’utilizzo di prodotti naturali, anche fai da te.

Iniziamo definendo le 3 Regole essenziali da rispettare:

  1. Detergere;
  2. Tonificare;
  3. Idratare.

Se siete truccate, prima di iniziare, dovrete a rimuovere tutti i residui di trucco presenti sul viso e sugli occhi. Dopo aver testato diversi tipi di struccanti, da acque micellari a latte detergenti, salviettine struccanti e cosi via, mi sento decisamente di consigliarvi l’ olio di cocco biologico puro ed estratto a freddo, come unico ingrediente struccante.

In inverno avrà una consistenza solida mentre in estate più liquida, ma in ogni caso potrete utilizzarlo prelevando semplicemente con le dita un po’ di prodotto emulsionandolo sul viso e sugli occhi. Noterete che tutto il trucco, anche waterproof, verrà immediatamente sciolto, successivamente basterà rimuovere tutto delicatamente con dischetti struccanti e lavare il viso con un detergente.

Potremmo aggiungere 1 o 2 volte a settimana altri due passaggi speciali: la maschera viso e lo scrub, ma di questi ve ne parlerò volentieri in seguito.

La maschera va fatta sempre dopo aver deterso il viso, mentre lo scrub dona un maggior risultato dopo aver tonificato.

Detergente Viso, Tonico,
Crema Viso e Olio Siero

Nella foto sopra, vi presento i prodotti della mia skincare attuale, che ritengo idonea per il mio tipo di pelle, avendo io una pelle mista.

Ho da poco acquistato e provato il detergente bio della Garnier, con proprietà detox e purificanti. La consistenza è piacevole ed ha anche un inci abbastanza buono , molto interessante è la scelta di indicare chiaramente i componenti sull’etichetta, ma in realtà non vedo l’ora di finirlo per eseguire e provare la ricetta di un latte detergente fai da te .

Da ricordare che i detergenti vanno emulsionati e poi sciacquati con acqua.

Mantengono integra la struttura della pelle e si consigliano con proprietà astringenti e purificanti per pelli grasse, mentre idratanti ed emollienti per pelli secche. Per chi come me ha una pelle mista cavrà bisogno di un mix di prodotti che apportino nei vari step della skincare tutte le proprietà necessarie.

La pelle è costituita da un film idrolipidico liposolubile composto dal 95 % da sebo, mentre il restante 5% da altri lipidi che contengono la flora batterica.

Proprio per tenere sotto controllo questa flora batterica è molto importante dopo aver deterso tonificare con una soluzione acida, in modo da tenere a bada i microrganismi presenti.

Per questo io uso come tonico viso una soluzione di 1 cucchiaio di aceto di mele in 300 ml di acqua. Dopo aver deterso, tampono leggermente il viso con un po’ di questo prodotto, (oltre a regolare il ph tendenzialmente acido del viso , tale soluzione ha anche proprietà astringenti) , maggiormente sulle zone del viso a tendenza grassa.

Una volta pulito e ristabilito il ph della nostra pelle, andiamo ad idratarla, io utilizzo da mesi ormai una crema viso alla lavanda, che uso spesso anche come burrocacao o come idratante mani.

Questa crema è composta da:

4 cucchiai di burro di karitè

1 cucchiaino da tè di olio extra vergine di oliva

10 gocce di olio essenziale alla lavanda.

Il burro di karitè come l’olio di oliva gode di proprietà emollienti, nutrienti ed idratanti.

La lavanda invece oltre a favorire il sonno e a rilassare, ha delle proprietà antimicrobiche ed antinfiammatorie, molto utili in presenza di zone arrossate o piccoli sfoghi cutanei.

In alternativa o in caso di pelle particolarmente secca si può aggiungere un olio siero, ovvero un olio che va a trattare la nostra pelle con proprietà specifiche. Io utilizzo, con meno frequenza, l’olio puro di mandorle dolci.

Movimenti massaggio viso

Vado a massaggiare la crema o l’olio con movimenti verso l’alto e verso l’esterno, spesso utilizzando per aiutarmi un rullo di pietra che conservo in frigorifero, in modo da stimolare la circolazione,l’aumento di elasticità della pelle e facilitare l’assorbimento della crema/ o dell’olio.

Rullo massaggiatore di pietra

Ridurre la cura del nostro viso ai processi fondamentali, oltre ad essere coerente con la visione minimalista, ci permette di utilizzare pienamente i prodotti che acquistiamo, riducendo quindi anche i rifiuti legati ad essi ed evitando che molti scadano ancora pieni.

In più la ricerca di prodotti naturali, che non contengono microplastiche inquinanti, o la produzione casalinga di prodotti sani, ci danno la possibilità di fare la differenza in questi anni così critici per l’ambiente.

È importante però, prediligere contenitori zero waste dove possibile, di vetro, metallo, o in ultimo plastica ma sempre riciclabile e con l’intento concreto di riutilizzarla.

La cosmesi fai da te è un mondo in continua evoluzione, tutto da esplorare, ma anche lì ci sono delle regole, per chi come me è alle prime armi c’è da sbizzarrirsi!!

Ad un nuovo modo di prenderci cura, di noi, del nostro corpo e della natura!

Curiamo noi stessi, viviamo eco.

Al prossimo articolo.

Vivere Plastic Free si può!

È una di quelle domande esistenziali che quando parliamo di “ambiente” ci poniamo.


Vivere liberi dalla plastica si può?

La risposta è si, e ve lo dimostrerò in questo articolo.


Ci sono varie azioni che ogni giorno compiamo con la certezza di dover utilizzare esclusivamente la plastica. Siamo abituati ed incastrati in uno stile di vita plastico-dipendente che oscura tutte le possibili alternative che attualmente e fortunatamente iniziamo ad avere a disposizione, anche in luoghi molto vicini a noi.


Il segreto è pensare: “Mi serve? C’è un’alternativa senza plastica? Se non c’è, quale delle possibili opzioni ha più senso acquistare? Se ho dei dubbi, meglio rimandare l’acquisto.”


Che sia l’acquisto di un semplice barattolo di yogurt o di una nuova spazzola per i capelli, il rituale nella nostra mente dovrà essere sempre lo stesso.


Analizziamo ora le azioni frequenti di vita quotidiana, dividendole in categorie.

In linea generale, io le classificherò così:
⦁ igiene personale;
⦁ articoli di cucina;
⦁ pulizia della casa.


Magari in seguito vi scriverò di categorie più specifiche come arredamento, abbigliamento, cosmetici femminili e maschili, case, automobili e accessori, cancelleria e così via.
Il principio “plastic-free” è applicabile ad ogni aspetto delle nostre vite.
Ma iniziamo da quelle basilari!


Igiene personale quotidiana
Chi di voi non vede alternativa ai normali detergenti ?


Shampoo, balsamo, sapone liquido, creme viso/corpo/piedi, maschere per capelli, spazzolino, dentifricio, filo interdentale e chi più ne ha più ne metta.


Tutto rigorosamente venduto in confezioni di plastica, che puntualmente alla fine del prodotto, o malauguratamente anche prima, vengono gettate per essere poi riacquistate.
In pratica un cane che si morde la coda.


Basterà guardarsi un pò intorno e sarà possibile trovare alternative valide, come i detergenti “solidi” o ,dove ciò non è possibile, detergenti di marchi che utlizzano flaconi di plastica riciclata o per lo più ricaricabili, permettendone il riutilizzo.
Ecco la mia personale alternativa plastic free:


Sconcertante vero?!
Sembra impensabile che tali oggetti abbiano le stesse funzioni dei precedenti. Eppure è cosi.
Pensateci quando sceglierete di acquistare l’ennesimo flacone o l’ennesimo spazzolino!


Articoli di Cucina
Ormai, anche a causa delle forzate restrizioni, passiamo sempre più tempo a casa e sopratutto nella nostra cucina.

Gran parte delle famiglie italiane fortunatamente utilizzano nelle proprie case stoviglie di ceramica e/o di vetro. La plastica per lo più, a dispetto di alcune eccezioni, diventa indispensabile in contesti come feste, pic nic ed eventi vari o per attrezzi specifici, magari di silicone.

Fin quando tali scelte di acquisto siano effettuate con un criterio di riutilizzo duraturo, quasi perenne, possono anche essere ammissibili.

Ma per i più comuni “usa e getta” esistono sempre più in commercio valide alternative decisamente incomparabili, come ad esempio stoviglie biodegradabili composte da materiali organici, di carta o di materiali riutilizzabili come il legno o il metallo.


Se siamo lavoratori o studenti fuori sede, con poco spazio a disposizione, ci vengono in aiuto kit di posate di bamboo, bicchieri biodegradabili in fibra di bamboo o bicchieri di ceramica e di vetro.

Basta pensare al riutilizzo di un contenitore di un semplice barattolo di cioccolata, ed è subito “I can drink”!


Una piccola parentesi va aperta sul consumo di acqua potabile a casa e fuori casa.
Milioni di bottiglie di plastica usa e getta possono essere un sogno. Da quando ho acquistato la mia prima caraffa filtrante tutto ha avuto più senso. Disponiamo di acqua potabile a casa, una fonte invidiata da molti paesi meno sviluppati, eppure continuiamo ad acquistare acqua potabile in bottiglie di plastica, facendo sforzi magari per arrivare ad un quinto piano senza ascensore. Vi invito ad informarvi qui: https://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/guida-acquisto/caraffe-filtranti


Per le uscite fuori porta borraccia riutilizzabile, la mia prima era di vetro, poi ha fatto una brutta fine dopo un anno circa, quindi vi consiglierò una di metallo, magari termica come questa:


Pulizia della casa
Dare per scontato che ognuno di noi pulisca accuratamente la propria casa, non è cosa certa. Ma ciò che è certo invece è che ognuno di noi avrà nel proprio ripostiglio o semplicemente in casa, svariati accessori di pulizia, quali panni di microfibra di tutte le dimensioni, swiffer o facsimili in ogni forma, detersivi per ogni superficie di casa, secchi, bastoni per le scope, spazzoloni e palette. C’è chi ne ha intere “collezioni”.

In ogni caso tutto fuorchè non la plastica.

Eppure, perchè non optare per le alternative biodegradabili o addirittura compostabili? In una nota catena di supermercati, presente in tutta italia, quale l’MD, facilmente ho trovato questo prodotto:


Sostituto valido della microfibra, con facile possibilità di utilizzo anche per superfici più piccole semplicemente tagliandolo in più pezzi con una banalissima forbice.
In altro market ho acquistato a basso prezzo spugne di cellulosa vegetale come queste, che ho diviso a metà per ampliarne l’utilizzo.


Detergenti ecologici come quelli della Winni’s o altre marche sono sempre più in evoluzione e possono migliorare la sanificazione della nostra casa senza aggredire l’ambiente.


Utilizzare uno sgrassatore universale per pulire cucina, superfici ed oggetti è da folli? No.Quando il prodotto lo permette, è buon senso.


Perchè acquistare del detersivo per i vetri quando esiste l’aceto?!
Aceto: amato ingrediente per quasi tutti i detergenti fai da te. Che sia di vino o di mele. Il risultato è garantito.
Bicarbonato: suo ottimo alleato, non da meno potrà essere un fondamentale aiuto per le nostre pulizie casalinghe oltre che per il nostro portafoglio.

Una raccomandazione a questo punto è d’obbligo, qualora abbiate trovato interessante questo articolo e decidiate di intraprendere questo percorso di conversione, mi raccomando a voi, cambiate un prodotto solo dopo averlo terminato o fin quando sarà del tutto inutilizzabile!
Magari informatevi prima, andate in giro per negozi a trovare valide alternative, o semplicemente osservate di più o meglio quando fate la spesa nel vostro negozio di fiducia!
Il rischio è che una volta rotto o usurato l’oggetto in questione, senza aver avuto il tempo di trovare l’alternativa, potremmo essere tentati di ricomprarlo. No, no e no, non cadiamo in questa trappola.

Acquistate poco alla volta, quando trovate l’alternativa! Poi sostituite quando è l’ora.


In un mondo in evoluzione, evolviamo con esso.
Fai anche tu la scelta giusta!

Scegli di dire no alla plastica, poi il resto verrà da se.

Minimalismo: lo stile di vita che vorrei.

L’ anno nuovo è arrivato, tutti i nostri nuovi e vecchi propositi si incrociano adesso.

Lo scorso anno è iniziato con un solo pensiero fisso per me: viaggiare all’estero!

Dopo un anno travagliato, passato a dividermi tra lavoro e relazioni personali, l’unica cosa che mi auguravo e sognavo, letteralmente, era quella di prendere un aereo e volare via in Marocco. E nel febbraio 2020, appena prima dell’ imponente invasione nelle nostre vite del covid-19, ciò è avvenuto.


Sono tuttora grata per aver avuto quell’ opportunità. Quel viaggio mi ha segnato, e da allora la mia vita ha cambiato direzione, arrivando ad approcciare e poi intraprendere il minimalismo.


La strada è ancora in salita, quando avrò un appartamento personale ,forse, avrà tutto più senso, ma per ora cerco di gestire ogni mio effetto personale, materiale, immateriale o digitale che sia, attraverso l’approccio minimalista ed ora proverò a parlarvi di cosa si tratta.


La parola “minimalismo” ci invoca alla mente un certo modo di arredare, un certo stile di pittura, perfino un tipo di cibo, ma mai e dico mai un certo modo in cui vivere. Questo perchè spesso noi siamo abituati a vivere con tanto, in un mondo in cui la concezione di successo è rappresentata dall’immagine di un uomo e di una donna in grado di permettersi di tutto, ogni oggetto, ogni casa, ogni desiderio.


Ridurre al minimo. L’essenziale.

È invece questo l’obiettivo di un minimalista!


Considerate banalmente il riordino di una parete. Prendiamo ad esempio una mensola nella propria camera, tipo questa:

Normalità


Cosa vedete?


Ed in questa qui?

Minimalismo


Io riesco a vedere e sentire “spazio”.

Che bella parola!

Ci trasmette immediatamente un senso di libertà , come quando diciamo “voglio il mio spazio.. devo prendermi dello spazio.. fatemi spazio.. “ o altre espressioni come queste. Appena le pronunciamo, sentiamo una ventata d’aria fresca interiore!

Ed anche quando osserviamo questo spazio, ormai come desiderato, il risultato è sempre lo stesso: una grande soddisfazione ci avvolge e la nostra vita, seppur per un attimo si rasserena.

Chi è amante dell’ordine quanto me, lo sa molto bene!


Ma il minimalismo è un concetto più profondo.

È applicare la regola delle 3R in ogni aspetto e settore della nostra vita.


“Raggruppare, Ridurre, Riordinare.”


Ad esempio: Raggruppate tutti i vostri libri, selezionate quelli che vorreste tenere, conservare o vendere/donare, una volta ridotti al minimo riposizionateli nei vostri spazi come più vi aggrada, dando maggior valore a quello che avete intenzione di leggere nel prossimo periodo.


Questa regola può essere messa in pratica con ogni cosa e in ogni ambito.


Vale per valorizzare il vostro abbigliamento, i vostri documenti, cosmetici, oggetti, profili digitali, foto e così via.


E’ un continuo progredire!


A distanza di quasi un anno dal primo giorno in cui ho sentito parlare di minimalismo come stile di vita, sono ancora lontana da quello che vorrei fosse il mio “ideale”, ma posso sicuramente affermare di aver fatto tanti passi in avanti.


Ad ogni aspetto della vita approccio desiderando il minimo, ma valorizzandolo e selenzionando in ogni momento disponibile tutti i miei averi con criticità, stando però attenta a ciò che di nuovo ne entra a far parte.


Solo una minima parte degli oggetti fisici verrà gettata, tutto il resto sarà donato ad affetti o ad estranei, venduto quando ce n’è la possibilità, o semplicemente ,nell’incertezza, archiviato in uno scatolo per poi essere visionato e valutato in un momento migliore.


Ciò crea spazio nella mia vita, in un modo sostenibile e circolare, rendendo maggiormente gestibile e consapevole i miei nuovi acquisti, sempre più eco friendly.


Se il nuovo anno me lo concede, tra i miei nuovi propositi vorrei essere sempre più minimal nel materiale, ma sempre più “massimal” nelle esperienze, negli affetti e negli obiettivi!


Che il 2021 sia per tutti noi un anno di rinascita, volgendo ad una nuova direzione, lasciando andare tutti gli strascichi del passato!

Auguri a tutti voi

Regali di Natale Eco-friendly

Noi, il Natale e la Natura.. Un legame speciale

Il Natale è un periodo magico, e questo anno particolare ci invita ancor di più a festeggiarlo in intimità e con positività. Abbandoniamo il superfluo, ciò che già conosciamo ed il classico modo di fare i regali, impegniamoci a scegliere alternative utili e che diano un contributo concreto a questo mondo.

L’emozione di scartare un regalo resta ed è speciale, ma la consapevolezza che  è stato scelto per augurarci una vita migliore in un ambiente più sano ne aumenta il valore.

Scegliendo prodotti ecosostenibili miglioreremo sia la nostra vita che quella dei nostri affetti, oltre che della natura stessa.

Un Natale con meno plastica e meno inquinamento è un cambiamento positivo e noi possiamo farne parte!

Di seguito vi propongo una lista di idee regalo divisa per categorie:

Regali Zero Waste
  • Cura della Persona: spazzolini di bamboo, spazzola in legno per capelli, saponette naturali, shampoo solido, filo interdentale vegano, dentifricio biodegradabile, dischetti struccanti lavabili e biodegradabili, rasoio di sicurezza per donna e per uomo, sapone naturale per rasatura, spugna konjac, cotton fioc lavabili o biodegradabili, coppetta mestruale, assorbenti lavabili;
  • Vivere la Casa: cibo locale, biscotti e dolci fatti in casa, lavoretti fai da te, sacchi di cotone per frutta e verdura, involucri in cera d’api per la conservazione dei cibi, borse in cotone per la spesa, candele naturali, piante, caraffa filtrante per l’acqua, spugna e spazzola biodegradabile per la pulizia, diffusore di oli essenziali di bamboo, detersivi ecologici per il bucato e/o il lavaggio delle stoviglie;
  • Tempo Libero: tappeti ecologici per yoga/fitness, abbigliamento in fibre naturali, scarpe vegane e biodegradabili, kindle o libri educativi e di crescita personale, set di cucito o altri hobbies, giochi in legno;
  • Benessere e Salute:  prodotti e strumenti per il make up ecologici, cuscini per l’agopressione, spazzola per il lavaggio a secco del corpo, oli essenziali puri e biologici per aromaterapia, argille e oli naturali per cosmesi naturale o prodotti di biocosmesi con packaging riciclato o riciclabile.

Per prendere spunto su confezioni regalo fai da te o decorazioni natalizie spesso mi ispiro ad immagini trovate su Pinterest.

Se non sapete di cosa si tratta, vi lascio di seguito il link: http://www.pinterest.it

Questo nuovo stile di vita, più minimalista e ecosostenibile, ha risvegliato in me la consapevolezza di poter fare la mia parte per cambiare la nostra società, basata principalmente sul mero consumismo.

Il mio augurio per questo Natale è che ognuno di noi si renda conto che piccole scelte quotidiane possono migliorare il mondo in cui viviamo e che il nostro stile di vita, le nostre abitudini possono essere modificate e soprattutto migliorate.

Ogni nostra azione influenza l’ambiente in cui viviamo ed il nostro vivere.

Per questo Natale scegliamo di “vivere eco” per noi e per gli altri! ❤

Moda Sostenibile: come ridurre l’impatto ambientale del nostro armadio?

Il mondo e la società di oggi attraverso sconti, saldi ed eventi creati ad hoc ( vedi il Black Friday) in ogni istante ci inducono all’ acquisto.


Quante volte, soprattutto noi donne, abbiamo guardato l’armadio stracolmo, disperandoci e dicendo di “ non avere nulla da metterci” .

Quante volte abbiamo acquistato un capo di abbigliamento a poco prezzo, per uno sconto o per un bel modello e/o colore, indossandolo una sola volta e poi lasciandolo nel fondo dell’armadio, perchè troppo particolare da indossare o scomodo.


Vi siete mai chiesti, come fanno quelle donne ad essere sempre perfette e comode allo stesso tempo?

E se vi dicessi che tutto ciò è alla nostra portata?

Bisogna apportare delle modifiche al nostro modo di acquistare, di organizzare il nostro guardaroba, puntando su capi “basic” e scegliendo le componenti migliori dei nostri capi, ovvero fibre naturali a dispetto di quelle artificiali che contengono plastiche.

Il contatto sulla pelle, la qualità, la comodità e la longevità del capo dipende tanto dalla loro composizione quanto dai metodi di lavaggio più idonei per preservarne la bellezza.

Possiamo accedere a tali capi anche a pochi euro basta saper cercare nel posto giusto.
Di notevole importanza è imparare a leggere le etichette , ma il primo passo per rendere eco-sostenibile il nostro guardaroba è il “Decluttering” del nostro armadio, a tal riguardo per me è stato utilissimo leggere “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo, per cui ve lo consiglio.


Alla fine del riordino ci ritroveremo con:
⦁ abiti a cui siamo affezionati e che ci stanno bene, li sentiamo comodi e sono di alta qualità a prescindere dai loro marchi;
⦁ abiti di marche “normali” o “unbranded” cioè senza marche, che non ci danno più felicità, che non ci stanno bene, ma che “era peccato” disfarsene;
⦁ abiti di occasioni speciali o che abbiamo ricevuto in regalo , ma che per anni non abbiamo più avuto occasione di indossare o che non erano nei nostri gusti.
Gli unici che dovremmo tenere dovrebbero essere i primi!
Ma come fare a disfarsi del resto senza sentirsi in colpa e senza gettare cose utili, ma per qualcuno diverso da noi?

Per la mia esperienza personale i più efficienti metodi di smistamento, una volta selezionati i vari gruppi di capi d’abbigliamento, dovranno seguire quest’ordine:

  1. donare degli abiti a possibili amici/e o familiari;
  2. portare gli abiti in buone condizioni ad un mercatino dell’usato per ricavare del denaro;
  3. vendere ciò che da questo è stato scartato su marketplace di facebook o su ebay ;
  4. infine “armadioverde”.

Avendo ancora abiti rimasti invenduti da marketplace ed ebay, feci una ricerca scoprendo questo sito di rivendita di abiti usati, il quale ritira gratuitamente (a domicilio o in un punto di consegna) i nostri abiti. Se questi ultimi sono in buone condizioni li rivende sul portale assegnando al nostro profilo delle stelline che potremmo riutilizzare per nostri futuri acquisti, mentre i capi più usurati vengono donati alla Onlus HUMANA People to People, in modo che nulla venga gettato via.

Da quando ho scoperto armadioverde ho effettuato diversi ritiri ed ordini. Degli abiti che mai avrei pensato di mettere in vendita in modo appropriato sono stati esposti sul sito con vera maestria come mostra la foto qui sotto.

Abiti che ho lasciato andare con un “ritiro” di ArmadioVerde.

In basso vi mostro uno dei miei primi ordini, di cui sono ancora pienamente soddisfatta.

Maglione invernale 100% Lana e Jeans 95% Cotone Jeans.

La possibilità di visionare le misure precise e i materiali di ogni capo per me è stato molto importante, poiché mi ha permesso di ottimizzare le spedizioni diminuendo la probabilità di effettuare resi. Io prediligo fibre naturali: cotone, lana, seta, lino,cuoio, sono tra i miei materiali preferiti, ma per capi sportivi o particolari mi limito a riacquistarli usati in modo da contribuire meno al mercato dei nuovi acquisti, riducendo così il mio impatto ambientale e ,di conseguenza, quello del mio guardaroba, contribuendo inoltre all’economia circolare del “RIUTILIZZO”.

P.S= Nella fase di ricerca ho utilizzato anche altre piattaforme come subito.it, svuotaly o l’app Depop, ma nessuna mi ha entusiasmato.

Armadioverde è quella per me più valida dopo la rivendita diretta o indiretta tramite intermediari come il mercatino dell’usato, il cui unico difetto riscontrato è la mancata certezza che accetti tutto e che tutto venga venduto in tempi rapidi. Ma qualsiasi scelta noi decidiamo di intraprendere, facciamo sia volta alla rivendita, al riutilizzo, al riciclo.

Se iniziamo a vedere i nostri vecchi capi d’abbigliamento come opportunità per ricavare monete, per donare a qualcuno più bisognoso, per aiutare l’ambiente, piuttosto che guardarli come semplici “rifiuti”, credo che il mondo potrà andare in una direzione migliore.

Maurizia

Lavatrice? Uso sostenibile.

Sapone di Marsiglia, Aceto di mele e Bicarbonato, il trio delle meraviglie.

Un primo passo verso un approccio di vita più sostenibile, è stato trovare un’ alternativa alle modalità normali di lavaggio sia dell’abbigliamento che della biancheria di casa.

A parte qualche capo con macchie difficili, la maggior parte delle mie lavatrici è costituita da capi che hanno bisogno di una detergenza frequente. Sapere che l’abbigliamento che indossiamo sta per ore ed ore a contatto con la nostra pelle, dovrebbe farci riflettere su quanto lavarlo sia per noi salutare.

Molte volte mi trovavo ad odorare con piacere il profumo delle lenzuola pulite,o quello di un maglione appena lavato, associando quel bel profumo forte a quanto fosse pulito, ma siamo davvero sicuri che sia così?

Pensare che quell’odore che noi percepiamo è un additivo chimico aggiunto a tale detersivo proprio per farci illudere che sia ben pulito, muta nel nostro pensiero qualcosa?

Acquistavo con piacere il classico set per l’uso della lavatrice, ovvero detersivo liquido (per ogni tipo di tessuto o colore), ammorbidente, candeggina come sbiancante, inoltre dividevo le mie lavatrici come quasi ognuno di noi fa, ovvero per colore, bianchi, grigi, scuri , colorati e così via, trovandomi ad avere pochi capi di ogni tipo e ad avviare ,molte volte per necessità, lavatrici quasi vuote.

L’ultimo punto l’ho risolto utilizzando i foglietti acchiappacolori, anche di sottomarche di supermercati normali, e devo dire che mi trovo benissimo, anche perchè dopo vanno riciclati ,come la confezione, nella carta. Ho testato che per una lavatrice con quantità di abiti normali ne basta anche solo metà, o addirittura ,per quei fogli più lunghi che sono in commercio, anche la terza parte. Una volta tirato fuori la lavatrice se il foglietto è ancora bianco, lo riasciugo e lo riutilizzo. E fino ad ora mai avuto problemi ed il risparmio, ambientale oltre che economico, è assicurato!!

Tornando a noi..quando avevo il giorno libero dal lavoro mi trovavo a fare almeno 3 e più lavatrici, per non parlare del piacevole panico che mi veniva quando stavo per terminare uno o più flaconi di detersivo.
Al supermercato mi impegnavo a scegliere il profumo di quello che per me era il detersivo migliore in offerta, puntando spesso sul prodotto con la maggior quantità nel flacone per avere una maggior convenienza, ma puntualmente mi pentivo di tale scelta quando mi ritrovavo a salire le mie 2/3 rampe di scale con il peso dei grandi flaconi e quello del resto della spesa. Il pensiero fisso era .. “Mai una gioia”!!


Mi sono imbattuta nel “Sapone di Marsiglia” della Winni’s Naturel un anno fa quasi per caso, in una vacanza estiva lo avevo acquistato per un bucato a mano d’emergenza, ma non mi ero soffermata più di tanto. Durante il lockdown nell’ analisi di tutti gli Inci dei cosmetici di casa mi ci sono soffermata notando che era una delle cose più salubri ed ecologiche che possedevo, e leggendo lo scatolo, notai che era indicato anche per l’igiene personale. Da quel momento il mio pensiero è stato “sarebbe bello poterlo usare sia come sapone liquido per la lavatrice o addirittura come sapone quotidiano per il corpo “, e così cercando sul web, ho notato che l’idea era fattibile, si poteva trasformare la saponetta in sapone liquido semplicemente grattandola e facendola sciogliere in una dose di acqua calda. Semplice vero?!

Da allora è stato un continuo provare, per trovare la giusta dose e la proporzione migliore per ogni diverso utilizzo. Ho requisito flaconi di plastica che normalmente avrei gettato, riutilizzandoli per contenere questo nuovo detersivo fai da te.

Uno dei vantaggi è che è comodissimo da portare in viaggio. Inoltre sapere che rende le mie lavatrici più sostenibili anche perchè biodegradabile e naturale, oltre al fatto che sono mesi che non getto nella spazzatura flaconi di detersivo, mi ha fatto sentire più utile per la società e per il momento storico in cui viviamo.

Le prime prove hanno avuto dei risultati da migliorare, ad esempio , sciogliendo troppa quantità di sapone notavo che sui capi scuri restavano degli aloni, ma ho risolto trovando la giusta dose che mi serviva, oppure, usando l’ammorbidente normale in aggiunta l’effetto era quasi vano, poichè si percepiva comunque il senso di “chimico” che non volevo.

Così ,informandomi, ho scoperto che per ammorbidire ed igienizzare meglio i capi in modo naturale viene in nostro aiuto l’aceto di mele, quindi problema risolto. L’ho usato sempre diluito con acqua calda , inserendolo nello scomparto dell’ammorbidente in lavatrice ed il risultato è stato eccezionale!! I capi avevano un odore delicato, di pulito, risultavano ben detersi e delicati, in più avevo sempre la possibilità di portare questo detergente ovunque con me (dato il formato quasi tascabile della saponetta) anche durante i vari traslochi per motivi di lavoro, abbandonando ciò che di chimico veniva disperso inutilmente nell’ambiente e preservando la natura oltre la cura della mia persona.


Nonostante i lavaggi frequenti, la saponetta dura svariati mesi e per il prezzo che costa, il risparmio è evidente e competitivo. Vale lo stesso per l’acquisto del comune aceto di mele e/o bicarbonato di sodio.

Scegliendo questa modalità di lavaggio sostenibile, ne beneficia oltre alla natura anche il nostro portafoglio!

Il bicarbonato lo uso per una maggiore detergenza dei capi colorati o in dosi abbondanti per un effetto sbiancante su capi bianchi.

Ad oggi, ogni volta che passo in un reparto di detersivi al supermercato vedo solo montagne di plastica e di chimicità.

Oltre la mia scelta ,un pò estrema, mi sento di consigliare metodi di acquisto più consapevoli, sia per il nostro benessere fisico e mentale, sia per l’ambiente e la natura che ci circonda, optando magari per flaconi che si possano ricaricare, per prodotti biodegradabili o composti da plastica riciclata. Scelte più ecologiche e più salutari ci sono, basta guardare con occhi nuovi, dedicare del tempo, non più ad annusare detersivi, ma a leggere i loro ingredienti ed il loro impatto ambientale.

Scegliamo il meglio per noi, scegliamo eco!


Qui sotto trovate le ricette dei miei detersivi per lavatrice fai da te:


Detersivo Liquido con Sapone di Marsiglia Winni’s Naturel


10 gr sapone grattuggiato
1 l acqua calda

N.B: E’ possibile usare qualsiasi altro tipo di sapone di marsiglia o per il bucato purchè abbia una composizione naturale e biodegradabile.


Ammorbidente
100 ml Aceto di mele
50 ml acqua calda


Bicarbonato di Sodio

Q.b


N.B: L’ odore dell’ aceto non resta per niente sui capi lavati, ma in aggiunta potete aggiungere al detersivo liquido delle gocce a piacere di un olio essenziale a vostro piacimento, io di solito aggiungo 10 gocce di olio essenziale di lemon grass/citronella, per rafforzare il profumo della saponetta, ma esistono fragranze fresche come pino, menta, eucalipto o più dolci come agrumi, lavanda,etc, sta a voi decidere come personalizzare.

Cosmesi: come scegliere la più naturale?

Iniziamo parlando dei cosmetici. È stata sempre un pensiero fisso per me, ogni volta che stendevo sul viso una crema o mi trovavo in un negozio per l’acquisto di un nuovo cosmetico, la domanda: ” quale sarà il migliore? Quale sarà il meno chimico, il più naturale, il meno dannoso per la mia pelle? “. Poi, puntualmente, sceglievo quello con il packaging più accattivante, una descrizione apparentemente idonea al mio tipo di pelle ed un prezzo abbastanza accessibile.

Poi è cambiato tutto. Lavorando in cucina a livello professionale sono molto attenta alle etichette e a quelli che sono gli ingredienti che compongono il cibo che acquistiamo al supermercato, avevo sempre letto gli ingredienti dei cosmetici con lo stesso intento, ovvero quello di capire cosa c’era di buono e di meno buono al loro interno, ma ogni volta a fine lettura, tra tutti quei nomi chimici mi sentivo persa e confusa, fino a Marzo 2020. Da allora, avere del tempo mi ha permesso di riflettere su ciò che cercavo e soprattutto di provare sulla mia pelle il mondo della cosmetica naturale e la validità degli Inci. Fondamentale per la mia ricerca è stato l’uso del sito web http://www.biodizionario.it .

Ho requisito tutti i cosmetici di casa, in un momento di decluttering estremo e tramite quel sito ho iniziato ad analizzare ogni cosmetico in mio possesso. Il risultato è stato scioccante! Tra tanti cosmetici di casa, miei e dei miei familiari, se ne salvavano solo 3, che in una visione quotidiana per me sarebbero stati i più improbabili. Da quel punto in poi ho deciso che avrei finito di utilizzare quello che potevo, gettato via ciò che era quasi finito e ripartire da zero. Questa attenzione agli ingredienti cosmetici ha cambiato il mio modo di intendere la cura della mia persona, il benessere del mio corpo e ad oggi trovo solo benefici. Come nel cibo la materia prima è uno degli elementi fondamentali, così è anche nella cosmetica. Il limite dato dall’incomprensibilità delle etichette, dei termini chimici difficili per noi mortali è stato sormontato dalla scoperta di siti web o app che vengono in nostro soccorso, appunto come il biodizionario e come http://www.incibeauty.com, un’applicazione che ho trovato molto utile soprattutto per la fase successiva, ovvero, una volta azzerato tutto, come fare a scegliere i futuri acquisti di cosmetici in un ottica più salubre e migliore per noi?

Inci beauty è venuta in mio soccorso per la scelta di ogni cosmetico, ogni categoria ha una lista di marche catalogate dal verde al rosso, dalle più naturali ed ecologiche alle più chimiche e dannose, sia per noi che per l’ambiente circostante. Una delle funzioni più spettacolari è la possibilità di conoscere le caratteristiche di un prodotto semplicemente fotografando il codice a barre comodamente tra gli scaffali del negozio durante la spesa, potendo scegliere il prodotto migliore ogni volta ed in ogni luogo. Da allora ogni mio acquisto lo faccio così, cercando in anticipo con più cura il miglior prodotto oppure utilizzando la ricerca con i codici a barre direttamente durante la spesa se vado di fretta. Quelli che prima erano acquisti sbagliati, insensati e con pochi risultati concreti sono diventati adesso mirati, essenziali ed efficaci perché con prodotti naturali la pelle e/o i capelli reagiscono meglio, vengono realmente nutriti ed è ogni volta una coccola prendersene cura.

Mai più tornerei indietro. Anche le migliori pubblicità del mondo o i migliori flaconi e packaging adesso non mi incantano più. Ho riscoperto la natura dei cosmetici ed è stato riscoprire me stessa, un nuovo modo di amare il mio corpo. Skincare, manicure, pedicure, cura dei capelli, tutto questo e molto più può esserci senza l’uso di prodotti artificiali, chimici, inquinanti, il mondo della cosmetica naturale, o magari della cosmetica fai da te, esiste ed è solo da scoprire!!